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La vicenda di Forza Italia nel reggino non è colpa del Cav
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di: Giovanni ALVARO   
martedì 30 gennaio 2018

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Un conto è dirigere altro il comandare
Si, non può essere colpa di Silvio Berlusconi. Non può essere sua la scelta d’aver determinato l’invasione dei cosentini e dei catanzaresi nelle liste di Forza Italia nel reggino che, tra l’altro, determinano una situazione di incredibile debolezza elettorale. Berlusconi, al massimo, può avere la responsabilità d’essersi fidato di dirigenti periferici che hanno badato principalmente ad autoconservarsi o a determinare percorsi su scelte molto deboli con l’obiettivo di farle affermare. In pratica per tirare la volata ad un soggetto non radicato nel territorio si è sacrificata la possibilità di vincere facile.                               

A che serve infatti aver riproposto, oltre che a Cosenza anche a Reggio Calabria, le candidature di Jole Santelli e Roberto Occhiuto che, per l’elettorato reggino, sono praticamente due illustri sconosciuti? Perché si è voluto mortificare il capogruppo alla Regione Calabria, on. Alessandro Nicolò, che dopo tre legislature avrebbe potuto chiudere la propria carriera politica, portando a Forza Italia, uno dei seggi del proporzionale, mentre si rischia di perderlo a favore del PD o dei 5 stelle. Senza alcun dubbio avrebbe potuto far meglio dei due imposti dall’alto (per favorire con il meccanismo delle dimissioni il vero candidato da aiutare), anche il vice responsabile nazionale degli Enti Locali, on. Nino Foti.  

Ma anche nell’uninominale chi è per i reggini tal on. Francesco Talarico? Si sosterrà che la scelta è stata fatta da Cesa come quarta gamba. Nella quarta gamba mancavano forse i reggini? Ma smettiamola di menar il can per l’aia. Anche per ‘Noi per l’Italia’, c’era la possibilità di mettere in circolo un candidato di tutto rispetto, qual è il dottor Giuseppe Raffa che fino a pochi mesi fa era Presidente della Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria.  

La vicenda delle candidature, comunque, pur non dovendo bloccare le iniziative elettorali che vanno sostenute senza alcuna riserva, per concorrere da calabresi alla vittoria delle forze moderate e liberal, non può passare sotto silenzio ma deve trovare soluzioni, dopo il 4 marzo, per poter uscire dal Commissariamento che ha imposto da molti anni l’azzeramento della vita democratica del nostro Movimento. Senza democrazia non si può far crescere una nuova classe dirigente capace di interpretare pienamente le aspirazioni dei calabresi e la loro voglia di riscatto non ignorando, anche in Calabria, le partite IVA che tanto entusiasmano il nostro Presidente Berlusconi.  

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