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Sotto le Cinque stelle una montagna di rifiuti
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di: Alessandro SALLUSTI   
giovedì 11 gennaio 2018

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Sorrisi e canti ancora per poco
Ma si può dare retta a gente che, dai rifiuti alle candidature, passando per il taglio delle pensioni e l'introduzione degli assegni di cittadinanza, propone cose impossibili?

Dovevano ripulire l'Italia e il pianeta, stanno affogando Roma nei rifiuti, dopo averla umiliata in ogni modo possibile tra topi, buche nelle strade, degrado e per ultimo Spelacchio, l'albero di Natale diventato star suo malgrado. 

Per i grillini l'ennesima emergenza rifiuti è più di un problema: è la metafora della loro utopia. Sono contro i forni inceneritori (al punto da rompere con Pizzarotti, loro primo storico sindaco, che, una volta eletto, si rifiutò di chiudere quello di Parma), ma in queste ore stanno elemosinando in giro per l'Italia un forno che bruci i loro guai capitolini.

Ma benedetto Di Maio, dove pensi di mettere oggi la spazzatura romana, domani quella di tutta Italia? Trasformiamo il Paese in una immensa terra dei fuochi? Sì, facciamo un grande falò, il falò della vanità (e stupidità) grillina, che così il carburante non mancherà mai. Tra quelle fiamme, del resto, sono già andati in fumo molti degli impegni enunciati da Grillo. Mai un indagato o un rinviato a giudizio nelle nostre fila, avevano sbandierato ai quattro venti. Poi hanno scoperto che con questa regola un sindaco può rimanere in sella solo pochi mesi, perché errori (dolosi o no), tranelli e pm con manie di protagonismo sono sempre in agguato. E allora parte la retromarcia, l'onestà diventa presunta fino in Cassazione, cosa del resto scritta nella Costituzione.

E adesso siamo alla farsa delle candidature. Erano partiti dicendo: decide il web, la «Rete» come dicono loro. Preso atto che il web non è a prova di idioti, semmai è il luogo con la loro più alta concentrazione, adesso la regola è: al diavolo le votazioni online, decide Di Maio con un potere assoluto da fare invidia a Niccolò Ghedini, il selezionatore di Forza Italia.

Ma si può dare retta a gente che, dai rifiuti alle candidature, passando per il taglio delle pensioni e l'introduzione degli assegni di cittadinanza, propone cose impossibili? Che, fino a quando restano teorie, fanno sorridere, ma se messe in pratica si trasformerebbero in mine vaganti per tutti gli italiani. Forse per questo i Cinquestelle hanno chiesto ieri di chiudere i programmi di Bruno Vespa e Fabio Fazio durante la campagna elettorale. Vuoi vedere che magari in studio ci scappa una domanda in diretta sui miasmi di Roma e il «no» agli inceneritori, tanto per citarne una a caso?

tratto da www,ilgiornale.it

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