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Sì, Travaglio se ne intende di zerbini
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di: Francesco Maria Del VIGO   
sabato 01 dicembre 2018

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Un povero presuntuoso
Chi di travagliate ferisce di travagliate perisce. Il direttore del Fatto quotidiano, ieri, dalla sua cattedra di maestro planetario di giornalismo con la schiena dritta, ha sbertucciato Fabio Fazio per la sua intervista al Cavaliere: processato senza appello per non aver rivolto a Berlusconi domande sufficientemente ficcanti.

Cioè le sue, quelle che lo stesso Travaglio si era peritato di suggerire a Fazio in un editoriale.        

Però c'è un però. Ed è anche di un certo peso. Innanzitutto fa tenerezza che Travaglio scopra solo ora e con questa foga grazie all'apparizione di Berlusconi a Che tempo che fa - che Fazio non è esattamente un Rottweiler. Ma soprattutto dimentica quando le stesse accuse che ora lui rivolge al conduttore di Raiuno, piovevano sulla sua testa.

Correva l'anno 2012 e il Fatto aveva appena iniziato la liaison con i 5 Stelle. L'allora vicedirettore si scomoda personalmente per intervistare Beppe Grillo. È un incrocio di amorosi sensi. La schiena drittissima inizia a inarcarsi in un principio di umana scoliosi. Si annusano e si piacciono. E lo si capisce dalla prima riga. Trentotto domande-non-domande che scatenano la bufera tra i lettori. Nessun quesito scomodo, una chiacchierata tra amici.

I commentatori del sito sono spietati: «Intervista genuflessa», «pura agiografia». E poi via con tutto il Pantheon di presunti insulti che covano nella pancia dell'antipolitica: «Sei peggio di Bruno Vespa e Feltri», «come si fa a intervistare una persona senza fargli una domanda?». Il mondo dei media gongola. Filippo Facci va giù di sciabola: «Travaglio zerbino di Grillo». E persino Beppe Severgnini lo bacchetta: «Mi aspettavo un'intervista più grintosa...».

Pure sull'Unità si chiedono se a fare l'intervista sia stato Travaglio o il conduttore di Porta a Porta. Sa tutto di già sentito e già visto. Vi ricordano qualcosa questi commenti? Toh, è esattamente quello che Travaglio rimprovera a Fazio. Stesse parole. Stessa puzza sotto il naso. Persino gli stessi termini di paragone. Ma Travaglio pare essersene dimenticato.

E forse ha anche scordato che l'ultima volta in cui si è trovato faccia a faccia con Berlusconi, nell'arena dell'amico Santoro, è finito a farsi spazzolare la seggiola dal Cavaliere. Quasi quasi è andata meglio a Fazio.

tratto da www.ilgiornale.it

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