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L’ignoranza dei neo-trasformisti
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di: Arturo DIACONALE   
giovedì 16 novembre 2017

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Poveri illusi
L’obiettivo di Matteo Renzi e di Luigi di Maio è identico. Il leader del Partito Democratico e quello del Movimento Cinque Stelle puntano a far conquistare alle rispettive forze politiche il ruolo di partito di maggioranza relativa nella prossima legislatura. Nessuno di loro spera di superare il quaranta per cento. Di Maio vuole ripetere il 35 per cento delle elezioni siciliane (che per 8  punti è frutto del voto siciliano disgiunto - ndr). E Renzi, che prevede per i grillini un risultato inferiore al 30 per cento, conta di riuscire a superare il 32-33 per cento grazie all’alleanza con Angelino Alfano ed Emma Bonino.                                             

Entrambi, però, ambiscono ad avere un voto più dell’altro per essere messi nelle condizioni di poter ricevere dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’incarico di formare il Governo. Ma con quali maggioranze i due contendenti contano di poter restare stabilmente a Palazzo Chigi? A questo interrogativo i due leader forniscono una risposta identica. Una volta ottenuto l’incarico si rivolgeranno al Parlamento e cercheranno di avere quella maggioranza che i rispettivi partiti non riescono a raggiungere. Di Maio pensa di avere i voti della sinistra e magari dei leghisti. Renzi è pronto a scegliere tra l’accordo con i suoi odiati nemici a sinistra o con pezzi del centrodestra nostalgici del “Patto del Nazareno”.

Sia Renzi che Di Maio, in sostanza, puntano sul trasformismo. Sanno perfettamente che non avranno i voti per dare vita a un Governo stabile ma teorizzano che grazie al trasformismo di parlamentari disposti a rinunciare ai propri principi e valori pur di godere dei benefici del potere, saranno in grado di dare vita a un Esecutivo solido.

Nessuno si può scandalizzare per un progetto del genere. In fondo l’attuale e ormai esaurita legislatura è andata avanti solo grazie al trasformismo di larghi settori del vecchio centrodestra. E se il “connubio” è nato da Cavour e il trasformismo da De Pretis, perché mai Renzi e Di Maio non dovrebbero fare altrettanto anche se a stento sanno di chi si sta parlando?

Già, i neo-trasformisti non sanno! Ed è questo il motivo per cui è auspicabile che il centrodestra superi la quota fatidica del quaranta per cento!

tratto da www.opinione.it

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