Accesso utente

[ Chiudi ]
La svolta della moviola
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Sergio MENICUCCI   
venerdì 28 aprile 2017

moviola-video-i.jpg
Finalmente!
Il calcio arriva ultimo per la moviola a bordo campo. Dalla prima giornata del campionato 2017-18, il 20 agosto, inizierà l’era della moviola che si chiama in realtà VAR, ossia Video Assistant Referees. Un passo epocale. Lo strumento è già utilizzato in Germania e Olanda e lo sarà anche in Italia e Francia.

Gli altri sport lo hanno già fatto. L’utilizzo della tecnologia è un valido contributo per le azioni controverse nel basket, rugby, nella pallanuoto, nel volley, nel ciclismo dove per le volate si usa il fotofinish come per le gare di velocità nell’atletica leggera.   

Il calcio produce ricchezza, sviluppa un business miliardario e quindi non può più permettersi incertezze, equivoci, dubbi. Nel corso degli ultimi 40 anni gli episodi contestati sono molti dalla mano di Dio di Maradona contro l’Inghilterra ai due gol in fuori gioco di Cristiano Ronaldo nei quarti di Champions che hanno eliminato il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti. Gli episodi della partita Genova-Lazio (due rigori negati ai biancocelesti ed altre decisioni contestate) hanno fatto scattare la reazione del club romano i cui torti subiti potrebbero condizionare il finale del campionato, alimentando un clima di preoccupazione e sospetto a danno di una formazione che sta lottando per l’Europa.

Stanno venendo al pettine anche i nodi dei diritti tv in un momento in cui il governo del calcio non gode buona salute. Il presidente della Federazione gioco calcio Carlo Tavecchio è stato nominato commissario della Lega a seguito delle divisioni e spaccature tra i club e i vertici del calcio, per la prima volta non entreranno a far parte della giunta del Coni presieduto da Giovanni Malagò.

Sul mondo del calcio incombe anche il rischio ultrà- ‘ndrangheta. A Torino è in corso il processo Alto Piemonte sul tentativo di entrare da parte di alcuni personaggi nel business del bagarinaggio dei biglietti della Juventus. Sarà per questo ascoltato anche il presidente bianconero Andrea Agnelli in merito alla cessione di pacchetti di biglietti dalla Juventus alla tifoseria organizzata, forse anche in occasione dell’ultima trasferta a Barcellona. In materia di contrasti tra tifosi e club il presidente della Lazio Claudio Lotito ha una lunga esperienza. Rapporti “promiscui” si sospettano anche per alcune partite di Napoli mentre il procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro ha aperto un’inchiesta sul Genoa sulle affermazioni in commissione Antimafia di rapporti tra pregiudicati e giocatori rossoblu.

La moviola, una volta definito il regolamento che deve essere approvato dall’Ifab, servirà a spazzare via i dubbi e le incertezze. Non tutte in verità perché il protocollo è stato limitato dalla Fifa all’utilizzo soltanto a 4 situazioni di gioco: infrazioni in occasione di un gol, concessione o mancata concessione di un calcio di rigore, correttezza della decisione che porta al cartellino rosso e quindi espulsione, scambio di persona per un cartellino giallo o rosso.

E’ un bel passo avanti. Manca la questione, a volte fondamentale, del fuori gioco. Ma considerati i progressi sia del “gol non gol” sia della regola delle tre punizioni a danno del portiere (ammonizione, espulsione, rigore) ci sia avvia anche nel calcio ad una maggiore certezza del rispetto dei regolamenti da parte degli arbitri, anche se avranno sempre l’ultima parola. La visione di un’azione richiederà non più di una quarantina di secondi per stabilire la verità. Ci sono voluti anni di polemiche, di interventi con in prima fila il Processo del lunedì di Aldo Biscardi su Raitre di Angelo Guglielmi per raggiungere questo obiettivo.

Era il 22 ottobre 1967 quando Vitaletti e Carlo Sassi alla Domenica sportiva di Raiuno dimostrarono che il gol di Rivera non era valido, non avendo superato la linea di porta come invece aveva creduto l’arbitro D’Agostini e il suo guardialinee.

Tra i giornalisti protagonisti delle battaglie per la moviola in campo è opportuno ricordare anche Arturo Diaconale tra i primi a favore della tecnologia. Biscardi osserva “ora, dopo 30 anni, tutti hanno capito finalmente la sua importanza. E’ una vittoria di tutti. Un business enorme come è diventato quello del calcio non può essere lasciato in balia di errori personali o dubbi che diventano veri e propri tormentoni, che rischiano di condizionare intere stagioni. Ora che c’è la tecnologia è giusto che ci sia uno strumento non condizionabile in grado di dire la verità e di farlo subito”.

Un passo avanti per lo sport. Ma non è tutto. L’obiettivo è riportare i tifosi allo stadio, senza violenze, coltellate e gare rispettose delle regole.

tratto da www.opinione.it

0 commenti
Inserimento concesso agli utenti registrati
 

Pillole di saggezza

È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme finora sperimentate” (Winston Churchill)

archivio >>>