| Professionista antimafia o scrittore? |
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| venerdì 30 luglio 2010 | |
![]() Anche negli atteggiamenti fa il professionista A Saviano interessa poco la vera lotta alla mafia, a lui interessa continuare a sostenere l’accreditamento, nell’opinione pubblica, del suo ruolo di grande combattente della criminalità al fine di poter mantenere e sviluppare le postazioni acquisite. Se la sinistra si ‘dimentica’ di farlo, allora è costretto a farlo direttamente, perché è cosciente che senza il ravvivamento del fuoco esso rischia di spegnersi e di fargli perdere lo status conquistato. Lui conosce i propri limiti e sa d’essere stato ‘costruito’ a tavolino da chi lo ha individuato, e lo usa, come proprio vessillo. Ed in omaggio a chi lo ha ‘costruito’, se sbaglia una dichiarazione la corregge subito senza alcuna vergogna. Tutti ricorderanno quando in una intervista dichiarò che in Italia non manca la libertà di stampa e due giorni dopo era a Piazza del Popolo come testimonial ‘in difesa della libertà di stampa’ nella manifestazione promossa dalla Fnsi ‘in difesa di Republica’ (sic.!!!???). La sinistra lo aveva criticato. ![]() L'ottimo Ministro degli Interni La verità è che, pur di attaccare il Governo, il nostro eroe sceglie quello che gli è sembrato l’anello più debole: la Lega. Errore. Gli ha risposto per le rime l’ex Ministro di Grazia e Giustizia, Roberto Castelli, ma sono soprattutto i fatti a rispondergli: in Campania non governava tale Bassolino? E in Calabria non c’era Loiero? E chi ha governato o sgovernato la altre Regioni meridionali? Saviano non può pensare che il problema, al Sud, deve essere affrontato dagli organi di contrasto e di repressione, mentre al Nord il compito è affidato agli amministratori locali. Il tutto puzza di netta strumentalizzazione politica. E ciò non fa onore al Saviano. Se invece di fare il professionista dell’antimafia, si dedicasse di più a quello che gli riesce meglio come lo scrivere, eviterebbe d’essere l’‘eroe’ di una sola parte di italiani e forse diventerebbe quello che in cuor suo vorrebbe realmente diventare: un vero scrittore. |
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Bravo Belpietro