| Clima di attesa. E intanto bravo Lupi |
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| domenica 25 luglio 2010 | |
![]() Si, bravissimo Lupi Un leader ci deve riuscire per forza, altrimenti non lo è. Si mormora che ci stia preparando sorprese di alta fattura, di quelle che a lui gli riescono alla perfezione, seminando invidia a destra e a manca, soprattutto a manca. La Fallaci non c’è più; però dobbiamo tenere a mente il suo avvertimento, la sua lezione. Se qualcuna delle colombe che si affollano intorno al presidente del Consiglio insiste a consigliarlo di riappacificarsi con Fini, gli si gridi: Vade retro Satana! E Berlusconi se ne sbarazzi. Lo rimandi subito a casa a mettersi al riparo dietro le sottane della moglie. Con Fini c’è una sola soluzione: la separazione. Costi quel che costi, anche la caduta del governo. Non si può alimentare la metastasi, essa va tagliata alla radice prima che ammorbi tutto il corpo. È l’operazione più importante, questa. Spero che Berlusconi se ne renda consapevole. Qualsiasi accordo con Fini è l’abbraccio con la morte. Ieri (anche qui) Maurizio Lupi ha preso di petto Fabio Granata, che qualche giorno fa insinuò che nel governo ci sono personaggi che ostacolano la ricerca della verità sulle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino). Lupi, ricordiamocelo, è quello che in televisione si scontrò con Bocchino, facendolo poi dimettere da vice capogruppo alla Camera. Un uomo tosto, pare. A Granata ha mandato a dire: «Lo statuto che Granata ha votato – sottolinea Lupi commentando la richiesta avanzata da Mario Valducci di avviare azioni disciplinari per le parole pronunciate dal finiano – è chiaro, netto e preciso. Coloro che hanno parole durissime e strumentali o vanno via dal partito oppure nel partito c’è un luogo dove la cosa va affrontata che è quello dei probiviri». Non solo: «Tutti si ricordino – ha detto ancora Lupi – che senza Berlusconi non sarebbero stati in Parlamento e tutti si ricordino che sono stati eletti nel Pdl e hanno sottoscritto il programma del partito». ![]() Dovrebbe veramente nascondersi Dopo la riforma della giustizia, c’è l’altra: l’elezione diretta del presidente del Consiglio. Fini ha già lasciato intendere la sua contrarietà. A lui va bene la democrazia parlamentare della prima Repubblica. Le modifiche che accetterebbe sarebbero degli innocui placebo, tanto per salvare la faccia. Berlusconi ha creato un clima di attesa, dunque. Ha ravvivato qualche speranza, ci sta scuotendo da alcune delusioni. Per ora sono soltanto tuoni, ma ci aspettiamo un’abbondante pioggia. Purificatrice. www.bartolomeodimonaco.it |