| Coccodrilli della democrazia = fascisti rossi |
|
|
| di: | |
| lunedì 08 marzo 2010 | |
![]() Piangono per azzannare meglio Se ciò non fosse avvenuto la signora Varenna si porrebbe le stesse domande del signor K.: Possibile che il sistema delle leggi possa arrivare a negarmi il diritto di scegliere per chi votare? Sarebbe interessante che queste due persone s’incontrassero e vorrei che la seconda, il signor Magni, spiegasse, guardandola però negli occhi, alla signora Varenna perché la vuole privare della scelta di voto e perché invece rifiuti di battersi per lei per consentirle di esercitare gli stessi suoi diritti. Quale danno il signor Magni pensa di subire se la signora Varenna andrà a votare e potrà scegliere il suo partito di riferimento? Ebbene, tutti coloro che stanno scendendo in piazza sono come il signor Magni, non disposti a battersi affinché tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti. Che colpa ha, infatti, la signora Varenna se un funzionario di partito ha lasciato regolarmente i fogli in aula e poi sembra che sia stato ostacolato e impedito nel rientro? ![]() Interpratano bene il ruolo di fascisti rossi I governi della sinistra che abbiamo avuti hanno durato troppo poco per poter dare una risposta. Lacerati al loro interno, non hanno saputo fare altro che danni alla nostra economia. Ma se avessero durato il tempo di una o di due legislature, quale tessuto falsamente democratico avrebbero steso sul Paese? È vero: abbiamo una tale esperienza in alcune regioni rosse, dove la sinistra governa da sempre, ma quelle regioni sono una piccola parte del territorio nazionale. Se tutto questo sistema, invece, fosse esteso all’intero Paese, che cosa ne sarebbe della democrazia? Chi è pronto ad escludere dall’esercizio di voto milioni di cittadini, giacché così succede al partecipante ad un concorso che arrivi in ritardo, oppure perché così è punito chi non oblitera il biglietto ferroviario, può governare un Paese? Napolitano ha dato una lezione (questa volta ha avuto coraggio, infatti il problema riguardava la sopravvivenza dello Stato democratico) a questi sbandati della democrazia, i quali ancora oggi, non rendendosi conto di essere dei fascisti rossi, vanno gridando che il decreto legge interpretativo viola la Costituzione e il capo dello Stato addirittura merita l’impeachment. Siamo al capovolgimento della realtà. Siamo alla propaganda falsa ed arruffona tesa a rincitrullire i cittadini e a far loro intendere fischi per fiaschi. Ho sentito che Bersani fa appello ai cittadini, di ogni colore politico, affinché si rechino a votare per sconfiggere la maggioranza colpevole di aver garantito il voto a milioni di elettori. Campagna sciagurata! Spero che i cittadini si avvedano della frittata che è stata rigirata per ingannarli. Questi fascisti rossi (altro che viola!) devono essere sconfitti. Sono pericolosi. L’incidente delle liste elettorali ha fatto loro cadere la maschera! Farli governare significherebbe mettere sullo stesso piano un biglietto ferroviario da obliterare e l’esercizio pieno del diritto di voto. È mai possibile accettare questa comparazione? È mai possibile consentire questo obbrobrio? Mario Adinolfi, uno di loro, ossia del Pd, gliele ha cantate chiare pure lui, come ha fatto Napolitano, a questi ebeti col paraocchi. Ha scritto: “Napolitano non ha semplicemente firmato il decreto, ha detto che lo condivide perché, come è ovvio, non è possibile negare al principale partito italiano il diritto ad essere presente sulle schede elettorali, non è possibile far sottostare la sostanza della democrazia al formalismo della democrazia. Napolitano ha preso la decisione giusta, l'ha motivata, con ragioni che ha messo per iscritto". Invece succederà che sabato 13 marzo troveremo in piazza chi vuole l’impeachment del capo dello Stato, e chi invece griderà di tenerlo fuori dalla mischia. E curioso sarà constatare che i pro e i contro appartengono allo stesso schieramento politico, quello che si chiama opposizione, e che io chiamo più correttamente fascismo rosso. tratto da www.legnostorto.com |