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Da Csm e Anm solo un assordante silenzio Stampa E-mail
di: Gianluca PERRICONE   
lunedì 08 marzo 2010
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Anm e Csm sono diventati muti?
E siccome l’inchiesta Why Not sui presunti illeciti nella gestione di finanziamenti comunitari continua a rivelarsi un flop senza precedenti (l’altro giorno, tra gli altri, sono stati assolti anche il Governatore della Calabria Agazio Loiero e il suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti, attuale vicepresidente dell' Authority sulla privacy), chi fu l’artefice (l’attuale deputato europeo dell’IdV, Luigi De Magistris) di quella evidentemente fragile costruzione giudiziaria fondata su un presunto sistema di collusioni è passato al contrattacco e, intervistato dal (solito) Antonio Massari del Fatto Quotidiano, spara a zero contro i suoi ex colleghi calabresi.

 Si viene così a sapere, ad esempio, che «in Calabria la legge non è uguale per tutti» e che in quella regione si potrebbe pensare ad una magistratura che è investita dalla questione morale almeno quanto la politica. Lui, De Magistris, sostiene di essere entrato in politica perché allontanato dalla magistratura «e proprio da quella magistratura, prona e ossequiosa, che tanto piace alla politica».

Altri obiettivi degli strali dell’ex pm sono Murone e Favi esplicitamente citati nella chiacchierata con il compiacente giornalista della testata di Padellaro. Insomma, a suo parere, «non si possono fare processi a Catanzaro». Punto.

Certo, all’ex pm poco interessa che l' inchiesta Why Not sia durata tre anni con un costo di circa 5 milioni di euro, e con molti personaggi eccellenti della politica nazionale trascinati nell' indagine (tra questi l' ex premier Romano Prodi e l'allora Guardasigilli Clemente Mastella, accusati dallo stesso De Magistris di aver fatto parte di un comitato d'affari e di una loggia massonica segreta con sede a San Marino) con accuse che il gip Tiziana Macrì, nel prosciogliere appunto Prodi e Mastella, stigmatizzò come «fantasiose». Anzi De Magistris sembra avere a cuore due suoi ex colleghi: Pierpaolo Bruni ed Eugenio Facciola che hanno portato avanti l’inchiesta “Why Not”, mentre alcuni altri «hanno lavorato per ridimensionarla».

palamara anm.jpg
Così ciarliero è diventato muto?
A noi, invece, interessa un altro aspetto delle dichiarazioni dell’europarlamentare dell’IdV: il Csm (e la sua sezione disciplinare) è al corrente che in Calabria ci sono magistrati che, “proni ed ossequiosi”, sono soliti frenare le indagini essendo “investiti dalla questione morale almeno quanto la politica”?

Verranno presi dei provvedimenti contro questi giudici o, lo stesso Csm, aprirà un fascicolo contro De Magistris per le dichiarazioni rilasciate, lesive della dignità dei giudici calabresi? E ancora, come si comporteranno quelli dell’Anm ed il suo presidente Palamara? Difenderanno i loro colleghi di Calabria o ne stigmatizzeranno pubblicamente i servili comportamenti denunciati dall’eurodeputato?

Ad oggi, di certo, da Csm e Anm, sulle dichiarazioni di De Magistris, c’è soltanto una realtà oggettiva costituita da un assordante silenzio.

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