Accesso utente

[ Chiudi ]
Giustizia
Il caso Consip e il golpe dietro l’angolo
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Arturo DIACONALE   
martedì 19 settembre 2017
consip-i.jpg
Riforma, riforma, riforma
Non era golpe mediatico-giudiziario quello contro la Prima Repubblica che portò alla scomparsa di tutti i partiti democratici con l’esclusione di quello degli eredi del Pci e il vergognoso linciaggio di Bettino Craxi con annessa damnatio memoriae. Non erano colpi di Stato ripetuti quelli realizzati dal combinato disposto delle azioni di alcune Procure, dei giornali e delle televisioni a loro collegati e dei servizi deviati che portarono non solo alla rovina politica e all’estromissione dal Parlamento di Silvio Berlusconi e alla svendita dell’Italia a chi aveva interesse a liquidare la politica estera del Cavaliere.   
Leggi tutto...
 
Riflessioni su un'uscita choc di Cafiero de Raho
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Eduardo LAMBERTI CASTRONUOVO*   
giovedì 14 settembre 2017
lamberti-castronuovo-i.jpg
Una argoentata risposta
Mi viene spesso detto di contare fino a dieci, prima di scrivere. Questa volta ho contato fino a 11. Non fosse altro che per vedere se qualcuno avesse avuto il buon senso di prendere posizione per difendere questa città, cosi detta metropolitana, da alcune affermazioni che, ahimè, vanno ad aggiungersi a quel mosaico di negatività che si sforzano di rappresentare Reggio Calabria come il luogo più mefitico del globo.
Come si può pensare di rendere Reggio città meta di turismo, luogo da scegliere per i gli studi universitari, posto da indicare per le cure mediche – che pur ci sono a rappresentare le eccellenze – se chi viene “letto” sulle maggiori testate giornalistiche e per di più con un elevato grado di credibilità, paventa il rischio di incontrare la mafia ovunque? Anzi, solo mafia? Indifferenziata. Nessuno prenderà in considerazione Reggio come meta. Ovviamente.    
Leggi tutto...
 
Caro Vittorio, hai ragione. Dunque ritirati
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Mauro MELLINI   
domenica 10 settembre 2017

sgarbi-vittorio-i.jpg
Non farlo Vittorio
Sgarbi si candida alla presidenza della Re- gione Sicilia, presen- tando come assessori le vittime di perse- cuzioni giudiziarie attuate dai "professio nisti dell'antimafia". È un'idea che pone la questione centrale della politica siciliana, e non solo. Proprio per questo, non può essere sprecata con una battaglia di mera testimonianza...

A novembre le elezioni per l’elezione del Presidente e del Parlamento Regionale porranno fine alla funesta buffonata in Sicilia, della "rivoluzione” di Crocetta, il cui governo dell’Isola passerà alla storia per il suo non facile primato di inconcludenza e di devastazione istituzionale ed economica.

Leggi tutto...
 
Passo indietro del PdM? Almeno come Partito
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Mauro MELLINI   
mercoledì 06 settembre 2017
toghe-i.jpg
Novità tra le toghe?
Il presidente del “sindacato” dei magistrati, l’Associazione nazionale magistrati, Eugenio Albamonte, che ha sostituito il dimissionario Piercamillo Davigo, ha fatto una dichiarazione che ha subito soddisfatto quegli ambienti politici che, peraltro, non hanno mai osato mostrarsi almeno allarmati degli atteggiamenti dell’ala oltranzista della Magistratura e dello stesso Davigo e neppure di quelle proposizioni, specifico oggetto della “presa di distanza” di Albamonte, che si continuano ad attribuire a Magistratura Democratica come una particolare ideologia.           
Leggi tutto...
 
La mafia non si discute O c'è, o no
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Vittorio SGARBI   
domenica 23 luglio 2017

mafia-capitale-i.jpg
ome una bolla di sapone
Lettera aperta di Sgarbi a Pignatone sulla sentenza di 'liquidazione' di Mafia Capitale decisa dal Tribunale di Roma.

Caro Pignatone, no.

Lei ha una responsabilità che non può consentirle di dubitare dell'Ordine giudiziario di cui fa parte. In primo luogo, ce lo hanno detto in tutti i modi, «le sentenze non si discutono». Se le discute un magistrato, il mondo va a rovescio: è come un prete che bestemmia.                        

Leggi tutto...
 
Dna, traffico telefonico ed altro non quadrano
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Giovanni TERZI   
mercoledì 19 luglio 2017

bossetti-furgone-bianco-i.jpg
Il furgone che non è di Bossetti
I dubbi restano tanti: sospetti mai indagati, orari che non coincidono. E forse complici che nessuno cerca

Partiamo da un presupposto dettato dall'articolo 533 del codice di procedura penale che prevede: «Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l'imputato risulta colpevole del reato al di là di ragionevole dubbio». Nel caso di Yara Gambirasio sono molti i ragionevoli dubbi che, ad oggi, aleggiano sulla reale colpevolezza di Massimo Bossetti.                

Leggi tutto...
 
Se Davigo sa dei reati e non denuncia
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Alessandro SALLUSTI   
lunedì 17 luglio 2017

davigo-piercamillo-i.jpg
Il nuovo Torquemada
L'attacco della toga

Piercamillo Davigo, il magistrato giustizie- re, in una lunga intervista concessa al Fatto Quotidiano bolla come «pessima stampa» e «giornalacci» i giornali - cioè noi - che lo hanno criticato per le sue posizioni integraliste, compresa quella per cui «un imputato assolto non è innocente ma un colpevole che l'ha fatta franca» e che gli «errori giudiziari non esistono».                  

Leggi tutto...
 
L’eccesso di zelo di Carlo Giovanardi
  Condividi su facebook
Stampa E-mail
di: Mauro MELLINI   
lunedì 17 luglio 2017
giovanardi-carlo-i.jpg
Attacco al Parlamento
Un caso di inaudita gravità, che da solo basta a provare che il Partito dei Magistrati non tollera più la libertà e l’incensurabilità del Parlamento quando esercita la sua funzione di rappresentanza del popolo sovrano, si è verificato con la sottoposizione ad indagine penale del senatore Carlo Giovanardi per il fatto di essersi “con troppo zelo” speso per l’esercizio delle sue funzioni di componente della Commissione parlamentare Antimafia rilevando e denunziando le malefatte delle Prefetture e dell’apparato di polizia nel redigere le liste delle imprese “pulite”, cioè immuni da “infiltrazioni mafiose” e ‘ndranghetiste in Romagna con vere e proprie forme di persecuzione e “messa al bando” arbitraria di talune di tali imprese, così portate alla rovina e al rischio del fallimento.
Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 8 di 672

Pillole di saggezza

È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme finora sperimentate” (Winston Churchill)

archivio >>>