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Giustizia
Corte Strasburgo: mercoledì l’udienza su Berlusconi
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di: Redazione de 'Opinione.'   
martedì 21 novembre 2017

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In attesa del verdetto
L’appuntamento è fissato per le 9.15 di mercoledì a Strasburgo. Nell’aula della Grande Camera della Corte europea dei Diritti umani, dopo un’attesa durata più di quattro anni, prenderà il via la prima e unica udienza per l’esame del ricorso presentato da Silvio Berlusconi contro l’applicazione della Legge Severino che lo rende incandidabile dopo la condanna per frode fiscale.

Per Berlusconi è un evento cruciale: dalla decisione dei giudici europei dipende la possibilità di presentarsi alle elezioni e di proporsi come candidato premier. Prima di affrontare il caso, la Corte ha dovuto risolvere il problema della sua composizione.              

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Ma attenzione ai pericoli dell'antimafia militante
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di: Vittorio SGARBI   
domenica 19 novembre 2017

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La belva è morta ma ci sono le iene
Muore Totò Riina, ma non muore la mafia: questa è la rassicurante sintesi di quanti non credono che si possa battere il male e ne hanno una visione eterna e metafisica.

Le dichiarazioni sono sconcertanti. L'ex procuratore Roberti dichiara: «È morto da capo». E per la seconda volta, come fu per l'aggravarsi della malattia, mostra di non credere alla forza dello Stato: Riina è pericoloso anche da morto. Resteranno gli imbarazzi di uno Stato impaurito che ha avuto paura di sospendere il regime di 41 bis a un malato terminale in stato di semi incoscienza vegetale, solo pochi mesi fa, attribuendogli un potere simbolico ben più forte di quello reale, inesistente e perduto dopo anni di isolamento.                  

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L'inquisitore del Cav si fece raggirare da un pentito
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di: Felice MANTI   
venerdì 03 novembre 2017

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Primo impegno? Riforma giudiziaria
Anche il pm Di Matteo si è bevuto le panzane di Scarantino che si era intestato la strage di Borsellino

Quando si discute tra pm antimafia parlano le carte. E le carte dicono che anche il pm Antonino Di Matteo, che oggi punta il dito contro Silvio Berlusconi e il suo ruolo nella fantomatica trattativa Stato-mafia, si è bevuto senza fiatare le panzane del finto pentito Vincenzo Scarantino, che si era intestato un ruolo importante nella strage in cui morì Paolo Borsellino.  Vanificando la possibilità di scoprire la verità, sepolta forse per sempre dalle migliaia di pagine di quattro processi infiniti.                      

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Riapre la caccia a Berlusconi
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di: Alessandro SALLUSTI   
giovedì 02 novembre 2017

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Non riescono a dormire...
Si vota e il Cavaliere finisce indagato per le stragi di mafia del '93: siamo al ridicolo

La tregua è finita. Si riapre la caccia a Berlusconi, come ai vecchi tempi. Mettiamola così, in modo irrispettoso per la preda: è un buon segno, significa che l'uomo è ancora politicamente temuto, ritenuto in grado di tornare al comando per via elettorale dopo essere stato deposto per via giudiziaria. Così, a tre giorni dalle elezioni siciliane, a poche settimane dal verdetto della Corte Europea sulla sua possibile riabilitazione e al via della campagna elettorale per le Politiche, riparte il ben noto circo degli ammazza-Silvio. Che questa volta era in difficoltà perché non è facile inventarsene una nuova dopo aver già passato in rassegna e contestato sia tutto il codice penale che quello civile.        

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Se Grasso è solo la matrioska di D'Alema
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di: Vittorio MACIOCE   
martedì 31 ottobre 2017

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Ecco l'inventato da Bersani
Sepolcri imbiancati

Storia di una matrioska. La sinistra non renziana ha finalmente un cappot to nuovo. Non un leader, non un pensatore, non uno stratega e neppure un navigato politico. Quelli ci sono già. Serve qualcosa da indossare prima dell'inverno. Qualcuno che non rompa troppo le scatole, buono per le cerimonie, con un passato da procuratore antimafia, che come presidente del Senato abbia servito gli interessi politici giusti e sia alla ricerca di una poltrona per gli anni a venire. Insomma, uno come Pietro Grasso.                  

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Grasso dimentica la violenza di quando cacciò il Cav
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di: Stefano ZURLO   
lunedì 30 ottobre 2017

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Senza alcuna vergogna
Il presidente del Senato usa Palazzo Madama come clava: parla di strappi istituzionali ma lui ne ha compiuti tanti

Adesso punta il dito contro gli strappi istituzionali, ma fu lui il primo a strappare. Non vuole sporcarsi le mani, ma lui le mani se le era già sporcate a suo tempo, nel 2013, quando forzò fin oltre il limite della decenza i regolamenti di Palazzo Madama per buttare fuori dall'aula il leader dell'opposizione.  Lo scranno oggi gli sta stretto perché il Pd, quel Pd a trazione renziana, non gli va più a genio.         

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Il male delle leggi
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di: Pietro Di MUCCIO De QUATTRO   
domenica 29 ottobre 2017
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Sommersi da un mare di carte
Ho sottolineato spesso, ma invano, che molte di sposizioni costituzionali sono di per sé il proble ma, perché equivoche e anfibologiche, quando non addirittura contraddittorie. Men che servire a proteggerci, come dovrebbero se la Costituzione fosse una Carta liberale, rappresentano la via d’accesso attraverso la quale la cattiva politica (di sinistra, di destra, di centro, in questo accomunate dalla stessa ideologia interventista!) attacca inutilmente e vessatoriamente l’autonomia e l’indipendenza dei cittadini, con l’aggravante che l’attacco riceve perciò il crisma di una superiore legalità.
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Il futuro di Piero Grasso
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di: Arturo DIACONALE   
domenica 29 ottobre 2017

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Gli scissionisti ha trovato il leader
Bisogna dare atto a Pietro Grasso di essere un uomo coerente. Al suo posto la quasi totalità dei perso- naggi politici del momen to avrebbe fatto carte false per garantirsi o la riconferma della poltrona di Presidente del Senato o una carica comunque di prestigio nel Governo o nel Parlamento della prossima legislatura rimanendo nel Partito Democratico di Matteo Renzi. Invece Grasso ha atteso la conclusione della travagliata vicenda della legge elettorale e non appena il “Rosatellum bis” è stato approvato da Palazzo Madama ha annunciato la sua uscita dal gruppo senatoriale del Pd.                                

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