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La (vera) dottrina Trump
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di: Maria Giovanna MAGLIEg   
domenica 24 settembre 2017

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Trump ha scoperchiaro gli inciuci
Un discorso importan te, battagliero, per nulla isolazionista. Anzi, ha messo in guardia dagli Stati canaglia (Nord Corea nucleare, Iran terrorista, Venezuela socialista) e dal rischio che lo stesso Onu muoia di burocrazia e politically correct. Così The Donald apre una nuova era, dove l'America torna a fare l'America...

Il principio che ci guida sono i risultati non l’ideologia”. Può bastare una sola frase a definire il pragmatismo e la novità di una presidenza, e quella frase Donald Trump l’ha pronunciata subito a dare il tono all’intero discorso tenuto a New York davanti all’Assemblea Generale Annuale delle Nazioni Unite.

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Il ricatto a Gentiloni sullo ius soli
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di: Alessandro SALLUSTI   
sabato 16 settembre 2017
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Il conte stretto tra diversi fuochi
C'è da sperare che questa legislatura tra le più sciagurate della storia finisca al più presto. Le liti dentro la sinistra e nella «maggioranza non maggioranza» che regge il governo stanno paralizzando il Paese e rischiando di farci perdere, soprattutto in economia, quell'abbrivio di cui godiamo grazie esclusivamente alla favorevole congiuntura internazionale. Si procede tra ordini e contrordini, minacce e ricatti. Guida Gentiloni ma comanda Renzi, Alfano è al governo ma anche all'opposizione, il Pd è uno ma pure trino, tanto per citare i cortocircuiti più evidenti.
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Dietrofront e ora Zaia vaccina Salvini
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di: Alessandro SALLUSTI   
sabato 09 settembre 2017

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Il coraggio del dietrofront
I casi sono due. O il governatore del Vene to, il leghista Luca Zaia, è diventato «sovietico», oppure il suo segretario di partito, Matteo Salvini, è uscito di senno e ha detto una fesseria.

I casi sono due. O il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, è diventato «sovietico», oppure il suo segretario di partito, Matteo Salvini, è uscito di senno e ha detto una fesseria«No a obblighi sovietici», aveva infatti detto il leader leghista per difendere la decisione di Zaia di non adeguarsi all'obbligo di vaccino - deciso dal governo - per i bambini che frequentano nidi e asili. Solo che Zaia ieri ha fatto retromarcia e, smentendo se stesso e il suo segretario, ha dato il via libera alla vaccinazione obbligatoria anche in Veneto.              

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CDX unito in Sicilia. Sì al ticket Musumeci-Armao
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di: Fabrizio De FEO   
lunedì 28 agosto 2017

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L'uomo dell'unità
Accordo quasi fat to: da Berlusconi ok al candidato di Fdi e Lega, ma avrà come vice il leader degli Indignati

La lunga trattativa è agli sgoccioli e l'ufficializzazione dell' «accordo del buon senso» sul ticket Musumeci-Armao appare ormai questione di ore. Il centrodestra si ricompatta in Sicilia in vista del voto del 5 novembre. Una svolta che rappresenta un ottimo auspicio in vista delle Politiche e facilita la ricomposizione della coalizione sul piano nazionale.                   

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La politica è l'arte di scegliere il male minore
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di: Alessandro SALLUSTI   
martedì 15 agosto 2017

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A destra o a sinistra?
Viene difficile parlare con serenità di Angelino Alfano da queste colonne

Viene difficile parlare con serenità di Angelino Alfano da queste colonne. Il tradimento nei confronti di Forza Italia e di Silvio Berlusconi che consentì prima ad Enrico Letta e poi a Matteo Renzi di governare (male) questo Paese ha prodotto lacerazioni profonde e forse insanabili.        

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Sulla pistola c'è l'impronta
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di: Alessandro SALLUSTI   
domenica 06 agosto 2017

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Un vetero comunista
L'ex presidente riscrive la storia: fu Berlusconi a volere la guerra in LIbia. Ma i fatti lo smentiscono

Sarà che andando in là con gli anni la memoria perde colpi, sarà che è nel dna dei comunisti riscrivere la storia a loro piacimento, sarà che ci deve essere un motivo per cui l'uomo in questione è anche noto nel mondo politico come «il coniglio», sta di fatto che Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, ancora una volta cerca di mischiare le carte e scaricare le colpe.               

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'Napolitano ci costrinse a schierarci con Sarkozy'
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di: Stefano ZURLO intervista Renato SCHIFANI   
venerdì 04 agosto 2017

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Il Cav non voleva l'attacco in Libia
L'allora capo del Senato ricostruisce l'incontro in cui il Quirinale impose la guerra al Paese

Finora aveva taciuto. «Ma ora - spiega Renato Schifani - l'amore per la verità mi costringe a rompere il silenzio». L'ex presidente del Senato ha letto l'intervista concessa da Giorgio Napolitano a Repubblica e quella ricostruzione lo lascia perplesso. Di più: «C'è una verità formale e una sostanziale. Napolitano privilegia le forme ma nei fatti fu lui a spingere l'Italia verso la guerra con la Libia».    

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Un Governo per rispondere a Macron
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di: Arturo DIACONALE   
lunedì 31 luglio 2017
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Si è trasformato in Le Pen
Non si può preten dere una qualsiasi risposta al presidente francese Emmanuel Macron da un governo che non ha più la maggioranza e che ha il solo compito di far consumare senza particolari traumi interni gli ultimi sgoccioli della legislatura. È sbagliato prendersela con Paolo Gentiloni e con i suoi ministri per l’evidente incapacità di rispondere per le rime al premier di un Paese che persegue il proprio interesse nazionale a dispetto non tanto dell’interesse nazionale italiano, che per i cugini d’Oltralpe è da sempre oggetto di disprezzo e scherni vari, quanto di quello spirito unitario europeo di cui Macron era sembrato il più convinto rappresentante. La debolezza italiana non è quella delle persone, ma quella di una nazione a vocazione vassalla resa più precaria del solito a causa della sua profonda instabilità politica.
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È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme finora sperimentate” (Winston Churchill)

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