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I grillini vogliono uccidere Berlusconi
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di: Alessandro SALLUSTI   
giovedì 01 ottobre 2020

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Anche a 81 anni se lo spaventano
Il M5S: legge per impedire all'ex premier di guidare Forza Italia

Il partito di Grillo-Di Maio ha depositato un emendamento alla legge elettorale per togliere qualsiasi agibilità politica a Silvio Berlusconi, fosse solo quella di essere il capo di Forza Italia. Fino a ieri i grillini erano solo degli arroganti buffoni, da oggi sono degli arroganti buffoni impauriti. Hanno paura che il centrodestra a guida Berlusconi, come al momento certificano tutti i sondaggi, possa impedire loro di conquistare il potere per via elettorale. E quindi sfoderano il peggiore giustizialismo, andando financo oltre lo scempio che abbiamo visto negli ultimi vent'anni da parte della sinistra. Salvo poi tenere al loro posto i loro sindaci, amministratori e candidati indagati e inquisiti non appena messi alla prova.        

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Ecco che cosa condanna il M5S
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di: Gianni PARDO   
sabato 25 novembre 2017

grillo-beppe-i.jpg
Ne più nè meno che un santone
Ci sono cose impos sibili che la nostra speranza ci fa rite- nere possibili. Ma poi la piatta realtà si dimostra spietata e tutto torna nell’alveo della verosimiglianza.

Un grande esempio lo fornì Gianfranco Fini. Quando cominciò a sparare ad alzo zero contro Berlusconi ci chiedemmo se fosse impazzito. Non tanto per l’ingratitudine che dimostrava, quando perché non aveva dove andare. Dall’estrema destra veniva, a sinistra non l’avrebbero voluto neanche in fotografia, e tuttavia sul momento noi pessimisti fummo piuttosto isolati. A sinistra facevano finta di prenderlo sul serio, per danneggiare Berlusconi, altri si chiedevano compuntamente se non sarebbe riuscito a creare una nuova destra o quello che fosse, visto che aveva dei seguaci.             

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Il Cavaliere da Vespa e il primato della politica
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di: Paolo PILLITTERI   
martedì 21 novembre 2017

berlusconi-a-porta-a-porta-i.jpg
Come sempre lucido e convincente
No, non è un puro e semplice elogio di una trasmissione di punta del servizio pubblico radiotelevisivo. Anche se di “Porta a Porta” è oggettivamente più frequente la lode piuttosto che il fischio. Certo, contano gli ospiti, contano i giornalisti con le loro domande. Ma c’è sempre Bruno Vespa.

Il “vespismo” non solo è vivo e vegeto, ma si va via via confermando ben di più che un salotto politico e, sia detto almeno inter nos, molto di più del tradizionale salotto televisivo con le sue regole strette e obbligate, anche per via di quella Rete Uno della Rai che sembrerebbe fatta apposta per una burocraticità da video.                        

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L’ignoranza dei neo-trasformisti
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di: Arturo DIACONALE   
giovedì 16 novembre 2017

renzi-di-maio-i.jpg
Poveri illusi
L’obiettivo di Matteo Renzi e di Luigi di Maio è identico. Il leader del Partito Democratico e quello del Movimento Cinque Stelle puntano a far conquistare alle rispettive forze politiche il ruolo di partito di maggioranza relativa nella prossima legislatura. Nessuno di loro spera di superare il quaranta per cento. Di Maio vuole ripetere il 35 per cento delle elezioni siciliane (che per 8  punti è frutto del voto siciliano disgiunto - ndr). E Renzi, che prevede per i grillini un risultato inferiore al 30 per cento, conta di riuscire a superare il 32-33 per cento grazie all’alleanza con Angelino Alfano ed Emma Bonino.                                             

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L’eterno congresso del PD
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di: Arturo DIACONALE   
venerdì 10 novembre 2017

renzi-sulla-via-del-tramonto-i.jpg
Si è autorottamato da solo
In un sistema elettorale come il “Rosatellum” ogni partito ha pieno diritto di esprimere il proprio candidato premier. Lo può fare il Movimento Cinque Stelle che ambisce a diventare il primo partito italiano e a rivendicare per il proprio leader, Luigi Di Maio, l’incarico di formare il Governo da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma lo può fare anche il Partito Democratico che corre con lo stesso obiettivo di risultare il partito di maggioranza relativa e ha tutta l’intenzione, una volta raggiunto un simile traguardo, di pretendere che il capo dello Stato affidi l’incarico di formare il Governo al proprio massimo rappresentante: Matteo Renzi.       

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Tramortiti
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di: Alessandro SALLUSTI   
mercoledì 08 novembre 2017

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Suicidio di massa
Si vota, vince il centrodestra e perdono tutti gli altri. Questo è l'unico dato che conta delle elezioni siciliane

Si vota, vince il centrodestra e perdono tutti gli altri. Questo è l'unico dato che conta delle elezioni siciliane, in linea con le ultime amministrative in giro per l'Italia. Secondo gli elettori siculi, gli impresentabili - per stare nel tema della polemica che ha accompagnato la campagna elettorale - non sono i candidati di Nello Musumeci, ma chi li aveva messi all'indice, dalla sinistra ai grillini usciti entrambi tramortiti dalle urne. Se per Renzi è stata una disfatta annunciata che avrà conseguenze pesanti sulla sua leadership, a Di Maio rode davvero tanto.                

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Sicilia: notte prima degli esami
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di: Cristofaro SOLA   
domenica 05 novembre 2017

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Si domani la Sicilia volta pagina
Domani la Sicilia volta pagina. La lunga campagna elettorale che da regionale si è trasformata da subito in un test per i futuri assetti nazionali è terminata. I candidati che si sono scontrati senza esclusione di colpi devono fermarsi mentre la parola passa agli elettori.

È facile prevedere che per tutti loro questa notte sarà lunghissima, interminabile. E non saranno sonni tranquilli. Ci piacerebbe entrare nelle loro teste per vedere cosa accade nella fase Rem del sonno, quando di solito fanno capolino i sogni.                        

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Renzi, il carattere e l'intelligenza
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di: Gianni PARDO   
venerdì 27 ottobre 2017

bonaparte-napoleone-i.jpg
Renzi sognava di diventare
Che Renzi non mi sia simpatico, gli amici lo sanno. E tuttavia spesso, in passato, ho espresso la mia ammirazione per quest’uomo. Per la rapidità della carriera, l’ho paragonato a Napoleone. Per la risolutezza, l’ho accostato ai grandi condottieri. Per l’energia e per la forza travolgente, ai grandi riformatori.

Le mie critiche sono state fondamentalmente due. Una – di nessun peso – è che ho sempre trovato irritante il suo stile. L’altra, molto più seria, riguarda la sua chiarezza di visione.            

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